Ripari dell'Argentea

Ai belli venti - Il riparo sorge a 895 metri sul livello del mare, su un sentiero che dal Passo della Gavetta conduce alla Rocca dell’ Erxu, in prossimità di una delle tre vette del Gruppo Tardie (Rocca dell’ Erxu, Tardia di Ponente, Tardia di Levante). Le dimensioni del riparo sono limitate, ma l’accoglienza è garantita e il panorama è incantevole.

Baracca de pria - Le “baracche de pria”, dette anche “tronèe” si trovano nei pressi del Monte Pennello e del Monte Riondo e nella zona del “Veleno”. Hanno forma tronco-conica con pseudo-cupola ad ogiva, ottenuta con cerchi di pietra che si sovrappongono restringendosi. La costruzione della volta avveniva dall’interno della costruzione, e soltanto la “ciappa” che chiude la copertura veniva messa dall’esterno. La sommità veniva ricoperta con terra per smaltire l’acqua piovana.

Benedetta - Il riparo fu costruito nel corso dell’ 800 da Giuseppe Delfino detto “u nan” (il nonno). Si trova sotto al Monte Argentea e alla “Rocca da Ciappa. Questo riparo veniva usato principalmente in estate nel periodo della fienagione. Intorno alla casetta erano stae costruite delle fasce, che si vedono ancora oggi, per poter coltivare le patate. I primi lavori di ristrutturazione sono stati effettuati nel 1967 . all’interno vi sono alcuni posti letto e una stufa per potersi scaldare.

Bepillu - Percorrendo la grande strada sterrata che conduce da località Curlo (Arenzano) al Passo della Gava, si incontra, posizionato a pochi metri dal tracciato, il riparo “Bepillu”. Fu costruito a metà del 1800 da una famiglia Damonte soprannominata appunto “Bepillu”, e anch’esso, come la maggior parte dei nostri ripari, veniva utilizzato per la fienagione estiva. È circondato da imponenti piante di Pino d’Austria che gli fanno da cornice. È una struttura piuttosto piccola, ma le sue buone condizioni, permettono di potervi sostare in caso di necessità.

Buniccu - Fu costruito alla fine dell’ ‘800 su “lotti” di terreno destinati allo sfalcio dell’erba in concessione alle famiglie “Buniccu” (Damonte) e “Michelin” (Anselmo). Per raggiungere il Buniccu si deve percorrere il sentiero Gava-Argentea. Nelle vicinanze scorre il Rio Garduin e alle sue spalle una fonte offre ristoro.

Ca da Gava - Fu costruita agli inizi del 900, quale riparo per le famiglie che salivano fino al passo della Gava per la fienagione estiva. Infatti il riparo si trova poco sotto l’omonimo passo, lungo la strada che da località Curlo (Arenzano) porta al Monte Reixa o al Monte Argentea. All’interno del riparo c’è un caminetto dove poter accendere il fuoco. Nel periodo primaverile delle migrazioni molte persone frequentano questo riparo perché il passo della Gava è un punto strategico per gli avvistamenti dei rapaci di passaggio.

Cabanna du Santin - Il riparo, in buone condizioni di manutenzione, si trova nell’entroterra di Arenzano. La vicinanza di una buona sorgente d’acqua rende più accogliente l’ambiente per chi vi sosta.

Ca’ nova - La Ca’ Nova si trova a Vesima, a poca distanza dal confine di Arenano ed è ben visibile anche dalla Strada Aurelia. E’ un grande casolare ormai abbandonato che pian piano la vegetazione sta ricoprendo. Fu costruita agli inizi del 1800 da tre fratelli boscaioli di Crevari che si presero cura del territorio intorno.

Canei - La casa “di Canei” è sul versante orientale del Monte Sciguello a quota 792 metri sul livello del mare. E’ piuttosto grande perché serviva a riparare il fieno e le famiglie che lo falciavano. Il sentiero per arrivare alla casa non si vede più e per raggiungerla bisogna improvvisare... Lungo il percorso si può vedere un muro interamente costruito con le pietre tolte dai prati da falciare.

Carbunea Resonau - Il riparo si trova a 1060m di altitudine. Il suo nome deriva dal fatto di trovarsi poco sotto il “Bric Resonau”. Il tetto del riparo è stato costruito senza l’utilizzo di travi di legno,con lastre di pietra incastrate. Ha perfettamente superato la prova del tempo e rimane un gioiello dei nostri monti, a poca distanza dal tracciato dell’Alta Via, a circa mezz’ora da Prato Rotondo.

Casa leveasso - Costruito alla fine del 1800, il riparo Leveasso, veniva usato in estate, quando le famiglie di Campo (Arenzano) e di Lerca, si recavano sui monti per la fienagione. Nel 1950 il riparo venne abbandonato poiché nessuno saliva più lassù per segare e raccogliere l’erba. All’inizio degli anni ’80, grazie all’interessamento di volontari e della Comunità Montana Argentea furono iniziati i lavori di ripristino.
Le dimensioni piuttosto grandi del riparo (2 piani) permette anche a gruppi abbastanza numerosi di sostarvi anche di notte con sacchi a pelo. Al piano terra c’è una stufa per scaldarsi. Poco distante dalla casa una sorgente d’acua fresca assicura ristoro.

Casa Miniera - Fu costruita prima degli anni ’40. Si trova lungo il percorso dell’Alta Via dei Monti Liguri, poco distante da Prato Rotondo, a quota 1078 m d’altitudine. Venne costruita come riparo per gli operai che lavoravano nella miniera di ferro che si trovava in quella zona. Una volta abbandonata la miniera la casa venne reimpiegata come riparo per le famiglie di Sciarborasca che salivano lassù per la fienagione. Nel 2004 sono stati terminati i lavori di ripristino del riparo da parte della Comunità Montana Argentea con il contributo del gruppo alpini di Cogoleto. Adesso Casa della Miniera è divisa in due parti: una destinata a tutti gli escursionisti e l’altra riservata agli Alpini di Cogoleto.

Cianella - All’interno del riparo si può leggere la data della costruzione: 1889. Il nome deriva probabilmente dal termine genovese “cian”, piano. Infatti, nelle immediate vicinanze della casa, esiste una zona pianeggiante che risalta rispetto alla pendenza del resto del territorio.

Cima del pozzo - Durante gli anni 1994-1997 si sentì l’esigenza di costruire, lungo il percorso dell’Alta Via dei Monti Liguri, fra le località “Prato Rotondo” e “Passo del Faiallo” un punto di sosta: venne realizzato il riparo “Cima del Pozzo”. Il nome deriva dalla presenza di una sorgente con un pozzo proprio nelle vicinanze del riparo. La manutenzione del riparo è assicurata dal CAI di Arenzano: chi vuole fare una passeggiata ad alta quota, o si cimenta nella “traversata” dei Monti Liguri può contare sull’accoglienza delle mura confortevoli di Cima del Pozzo.

Ex Dazio - gione. Dal Gennaio del 1997, il riparo è di nuovo agibile per accogliere gliescursionisti. Nelle immediate vicinanze non c’è acqua, ma la si può incontrare a circa 250 metri prima di arrivare o a 350 metri dopo, in corrispondenza del rio Leone.

Leveè - Il “Leveè”, si incontra seguendo il sentiero che dalla Madonna delle Olivete ad Arenzano, porta alla località Sant’Anna di Lerca, segnavia “A”. Fu costruito dalla famiglia “Buniccu” (Damonte) e fu utilizzato da molte altre famiglie di contadini come riparo nel periodo della fienagione. Dal Gennaio del 1997, il riparo è di nuovo agibile per accogliere gliescursionisti. Nelle immediate vicinanze non c’è acqua, ma la si può incontrare a circa 250 metri prima di arrivare o a 350 metri dopo, in corrispondenza del rio Leone.

Liseu - Fino a circa 20 anni fa, chi percorreva la strada sterrata che dal Curlo, nell’immediato entroterra di Arenzano, porta al Passo della Gava, giunto a circa metà del cammino si ritrovava in un ambiente spettacolare: a destra il vasto prato Liseu allarga la visuale di chi guarda a est. Il riparo, realizzato probabilmente nei primi anni del 900, prende il nome dal prato su cui fu costruito. Oggi il prato è sostituito da una folta vegetazione con latifoglie e due grandi cedri del libano e il riparo è immerso nel verde.

Muine’ - Il “Muinè” si trova a poca distanza del Rio “Giasse de vacche” o Rio “Agugea”, a quota 740 metri sul livello del mare. La zona in cui si trova è una delle località preferite dai falchi, che nidificano soprattutto sulle sottostanti rocce della “Penna dello Scudo” e del “Bricassu”. Il nome dato al corso d’acqua che scorre vicino al riparo, “Rio Agugea”, rimanda proprio ai rapaci: Agugea in genovese significa aquila, e loalmente viene utilizzato per indicare il Biancone.

Ramà - Il riparo si trova lungo la strada Curlo-Passo della Gava a 508 m. di altitudine, circa 100 m. più in basso di cima Ramà. È di dimensioni ridotte, ma il tetto e i muri in buono stato, garantiscono rifugio. Il nome del riparo è in dialetto genovese e indica una pioggia di breve durata ma gagliarda, che si può notare anche da un costa all’altra.

Scarpeggin - Il rifugio, costruito nella seconda metà dell’800, appoggia su una grande roccia ricoperta di edera. I primi contadini che abitarono la zona come falciatori, organizzarono il terreno intorno in piccole fasce per coltivare ad alta quota ritardando i raccolti: questo assicurava maggiore disponibilità di prodotti. Davanti alla casa un'enorme pietra inclinata in direzione del mare serve a tutti per riscaldarsi al sole. Scarpeggin è vicino alla strada, quindi è molto frequentato da appassionati, scolaresche, scout e ... caprioli.

Segage - Per arrivare alle Segage si partiva da Campo, frazione di Arenzano. All’inizio dell’estate gli abitanti della località partivano per la fienagione, che garantiva ottimi ”raccolti” e quindi la tranquillità per l’inverno. Ogni estate, per agevolare lo sfalcio, facevano lo spietramento: queste pietre sono stati usate anche per la “strafia”, cioè la teleferica, formata da un cavo di acciaio, lungo circa 3 chilometri e mezzo e posato su pali di legno appoggiati alle strutture di pietre, che portava fino a valle le balle di fieno agganciate a un cavo.

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